Promemoria

Il 6 aprile 1941 le truppe italiane invadevano la Jugoslavia.

  • fucilazioni di civili
  • deportazioni di massa
  • incendi e saccheggi

comunicato ANPI Terracina modifica regolamento polizia municipale

Abbiamo scritto alla Sindaca per manifestare le nostre perplessità riguardo ad alcuni punti del Regolamento di Polizia Urbana licenziato alcuni mesi fa dall’amministrazione comunale.

Le nostre perplessità si concentrano su due punti in particolare del regolamento: da un lato, la pratica dell’accattonaggio e la richiesta di donazioni (art. 2, n.3, lett. f); dall’altro, la previsione del punto 4 dell’art. 4, relativo all’utilizzo, senza giustificato motivo, di indumenti finalizzati a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luogo pubblico.

Ebbene, rispetto al primo punto, riteniamo che la richiesta di denaro, o meglio, di elemosina senza molestia, vada intesa come una richiesta di solidarietà, un comportamento quindi lecito, non invasivo, che non intacca né l’ordine pubblico né la pubblica tranquillità cosi come stabilito dalla Corte Costituzionale con la nota sentenza del 28.12.1995, n. 519. Una pronuncia che dichiara l’incostituzionalità della previsione normativa di cui all’art 670 c.p. co. 1 (reato di mendicio) e che spiana la strada alla successiva e completa abrogazione della norma con l’art. 18, della L. 205/1999.

Sempre in questo senso, riscontriamo poi come il concetto stesso di “insistenza”, quale modalità di comportamento, risulti formulato in maniera poco chiara e, soprattutto, di difficile interpretazione e riconoscimento. Un presupposto che, in quanto indefinito, finisce per esporre la stessa previsione all’indeterminatezza del riscontro oggettivo e, quindi, al libero arbitrio e alla discrezione del soggetto chiamato ad agire.

Quanto al secondo aspetto, invece, riteniamo che lo stesso possa divenire oggetto di discriminazione nei confronti delle persone che praticano culti e religioni.

Chi indossa il velo lo fa non certo per camuffarsi, ma agisce nel rispetto della propria tradizione religiosa esercitando di fatto un diritto irrinunciabile alla libertà di culto costituzionalmente garantito. 

Il combinato disposto tra art. 3 e l’art. 19 della Costituzione sancisce la libertà religiosa quale diritto indisponibile, inalienabile, inviolabile e personalissimo; un diritto fondamentale, che per natura e previsione, non può essere in alcun modo contratto da norme di rango inferiore a quello costituzionale.

Pertanto, in virtù delle questioni sollevate, abbiamo chiesto alla Sindaca, all’assessore competente e al Comandante di Polizia Urbana, che il tutto venga riconsiderato e modificato non solo alla luce delle evidenze giuridiche citate ma anche nel rispetto delle disposizioni sui Diritti Umani, richiamati sia dalla nostra Carta costituzionale, sia dalle normative comunitarie ed internazionali.

Pagliarulo: “Per un Giorno del ricordo intero”

Nota del Presidente nazionale ANPI: “Occorre aprire una pagina nuova che, senza nulla togliere alla gravità degli eventi delle foibe e dell’esodo, restituisca nella sua interezza il dramma delle terre di confine e del più ampio territorio slavo”

Oggi è il Giorno del ricordo, istituito “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”.

Ricordiamo perciò in primo luogo e senza alcuna reticenza l’orrore delle foibe e le sue vittime e, assieme, il dramma dell’esodo di tanti italiani. Guardiamo con compassione e rispetto a tutti gli innocenti colpiti da questa immane tragedia.

Ma perdura l’assordante silenzio verso “la più complessa vicenda del confine orientale”.

Stigmatizziamo il silenzio verso l’aggressione dell’Italia fascista nei confronti della Jugoslavia (parte della Slovenia, della Croazia, compresa la Dalmazia, e della Bosnia ed il Montenegro), di cui quest’anno ricorre l’80° anniversario, gli innumerevoli, efferati massacri che ne seguirono, le impunite responsabilità dei criminali di guerra italiani.

Stigmatizziamo il silenzio verso le violenze, gli incendi e gli omicidi del “fascismo di confine” in Venezia Giulia dal 1920 in poi, che colpì le minoranze slovene e croate e gli oppositori politici italiani.

Stigmatizziamo il silenzio verso la risiera di San Sabba, campo di sterminio dove furono assassinati dall’inizio del 1944 migliaia di ebrei, partigiani, detenuti politici ed ostaggi.

Stigmatizziamo il silenzio verso i crimini nella Zona d’operazioni del litorale adriatico, che comprendeva l’attuale Friuli-Venezia Giulia e la Zona d’operazioni delle Prealpi, cioè l’attuale Trentino Alto Adige, occupati dai nazisti all’indomani dell’8 settembre, con la piena collaborazione dei fascisti italiani, complici o responsabili – a cominciare dalla X MAS – di innumerevoli delitti.

A 17 anni dall’approvazione della legge prevale una memoria vera e drammatica, ma che è parte di una memoria molto più grande, volutamente e colpevolmente rimossa. Così operando si sollecita soltanto un nuovo nazionalismo che ci riporta al 900 e non sanerà mai le ferite del passato. Occorre aprire una pagina nuova che, senza nulla togliere alla gravità degli eventi delle foibe e dell’esodo, restituisca nella sua interezza il dramma delle terre di confine e del più ampio territorio slavo e le incancellabili e criminali responsabilità del fascismo. Occorre infine restituire alla ricerca storica la sua funzione oggi indebitamente occupata dalla politica che, in questa misura, distorce la verità storica e la presenta a vantaggio di questa o quella parte.

Gianfranco Pagliarulo – Presidente nazionale ANPI

La Memoria: bene dell’Umanità

Conoscere la storia e tramandarne la memoria è indispensabile per vivere consapevolmente nel presente ma ancor più per poter costruire responsabilmente il proprio futuro e quello delle generazioni successive.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per commemorare le vittime dell’Olocausto. È stato così designato dalla risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005, durante la 42ª riunione plenaria.
Il nazifascismo fu il responsabile dello sterminio di decine di milioni di persone colpevoli di essere Ebrei, Zingari, Omosessuali, oppositori politici, portatori di handicap.
Una parte della popolazione si prestò allo sterminio per poter depredare i loro beni.
Fu un massacro pianificato scientificamente: campi di concentramento, carri bestiame dedicati per il loro trasporto, forni crematori e fosse comuni dopo averli denudati e privati della loro identità.
Furono spogliati in tutti i sensi, come a renderli non più esseri umani ma cose destinate alla distruzione.
Bambini, donne, anziani, uomini sterminati dai regimi fascisti italiani e nazisti tedeschi. Deportati, torturati e uccisi con la complicità di una parte della popolazione.
Un genocidio programmato nei dettagli, una macchia infamante che non sarà mai dimenticata.
Ed è molto grave che l’Italia, a differenza della Germania, non si è ancora fatta carico delle proprie responsabilità e non ha ancora fatto i conti con il passato fascista.
Non paghi di questo, oggi, i rigurgiti fascistoidi si fanno spazio e, con la complicità della indifferenza di una parte della popolazione corriamo il rischio di ripercorrere gli errori e orrori del passato.
Molti governanti, in Italia, sembra non colgano fino in fondo questo pericolo e non si oppongono come dovrebbero, per fare in modo che, tramite la legge, si blocchi in modo fermo il ritorno del fascismo.
Il neofascismo influenza i giovani col revisionismo e la menzogna, usa i social network per veicolare messaggi falsi e fuorvianti e nessuna istituzione interviene per chiudere questi siti menzogneri.
In questo periodo di crisi economica e sanitaria fanno presa gli slogan fascisti che inneggiano ai no mask e creano nuovi nemici dove incanalare rabbie e paure.
Lo straniero povero o in fuga da guerre e persecuzioni è il nuovo pericolo da cacciare via e spesso è considerato il nemico da aggredire o ammazzare.
I fascisti odierni sono identici a quelli del passato, non hanno proposte concrete per affrontare le crisi economiche, sociali e sanitarie, e quindi indirizzano il malcontento diffuso verso un nemico confezionato per l’occasione.
L’ ANPI fa muro contro questa protervia e mistificazione attraverso un dialogo costruttivo con le istituzioni, i partiti, i sindacati, le associazioni, i movimenti e la popolazione, affinché si rispetti la carta costituzionale e si ricacci indietro la minaccia di oscuro odio e violenza prima che sia troppo tardi.
L’ANPI provincia di Latina ripudia ogni forma di fascismo ed invita a collegarsi il 27 gennaio al sito Anpi Nazionale https://www.anpi.it/eventi/
Formia 26.01.2021

UNIAMOCI PER SALVARE L’ITALIA

Il testo dell’appello per una grande Alleanza democratica e antifascista promosso da Associazioni, Movimenti, Partiti, Sindacati nazionali. Tra questi: ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, Libera, 6000sardine, Partito Democratico, M5S, Articolo 1. Le adesioni.

Uniamoci per salvare l’Italia. Per sconfiggere la pandemia, ricostruire il Paese, promuovere una democrazia più ampia e più forte, urge l’impegno delle forze migliori della società. Occorre una nuova visione per il nostro Paese. Cambiare per rinascere, ricomporre ciò che è disperso, unire ciò che è diviso, donare vicinanza dove c’è solitudine, vincere la paura costruendo fiducia.

Lanciamo un appello per una grande alleanza democratica e antifascista per la persona, il lavoro e la socialità, mettendo a valore ogni energia disponibile dell’associazionismo, del volontariato, del Terzo settore, del movimento sindacale, della cooperazione, delle giovani generazioni, del mondo della cultura, dell’informazione, delle arti e della scienza, della società civile, della buona economia, col sostegno delle istituzioni e dei partiti democratici. 

Un’alleanza che guardi al dramma presente attraverso i valori della solidarietà e della prossimità promuovendo una nuova cultura politica dell’ascolto e dell’incontro, ma guardi anche al futuro, affinché l’Italia del dopo Covid non sia la restaurazione dei vecchi e fallimentari modelli economici e valoriali, ma si avvii verso il cambiamento sulla strada tracciata dalla Costituzione. 

Un’alleanza che contrasti l’insopportabile crescere delle diseguaglianze, combatta l’avanzare incessante delle mafie e della corruzione, sostenga il valore della vita e la dignità della persona umana e il lavoro come fondamento della Repubblica, assuma il valore e la cultura della differenza di genere, rivendichi la tutela della salute come diritto fondamentale, la centralità della scuola e della formazione, la piena e reale libertà di informazione oggi insidiata da vere e proprie intimidazioni.

Un’alleanza che unisca giovani e anziani, donne e uomini, laici e religiosi, persone di diverse opinioni, ma unite sui principi dell’antifascismo, per un Paese che torni a progredire pienamente, su basi nuove, sulla strada della democrazia e della partecipazione e dove l’economia sia finalmente al servizio della società e della persona, come più volte ricordato anche da Papa Francesco.

Un’alleanza che abbia a base i valori non negoziabili della pace e dei diritti umani, che si opponga all’escalation dei focolai di guerra che generano una insensata corsa alla produzione di armamenti, che abbia nell’agenda e nel cuore l’impegno per la difesa dell’ambiente e contro la crisi climatica, che guardi all’Europa davvero dei popoli, un’Europa come una risorsa e non come un nemico, che si opponga ad ogni violazione della legalità democratica, che consegni al nostro popolo e alle giovani generazioni l’insegnamento del passato e la speranza del futuro.

Un’alleanza che dia nuova vitalità alla partecipazione democratica in un Parlamento del quale sia assicurata la centralità nei processi politici e decisionali.

La democrazia infatti non è un bene acquisito per sempre, ma richiede cure quotidiane, come dimostrano i drammatici fatti di Capitol Hill e le gravissime responsabilità di Trump.

Questo è il messaggio che intendiamo portare ovunque sul territorio, affinché si trasformi in una inedita, pacifica e potente mobilitazione nazionale.

Abbiamo alle spalle una straordinaria esperienza di valori chiamata Antifascismo e Resistenza, sulla cui base sono nate la Repubblica e la Costituzione, cioè la nuova Italia. Sono i valori della giustizia sociale, della libertà, della democrazia, della solidarietà, della pace, del lavoro. È giunto il momento di promuovere con lo sguardo di oggi un impegno democratico e antifascista che viene da lontano: uniamoci per salvare l’Italia, uniamoci per cambiare l’Italia.

ANPI • ACLI • ANED • ANPPIA • ARCI • Articolo 1 • Articolo 21 • ARS • CGIL • CISL • Comitati Dossetti • CDC • CUS • FIAP • FIVL • Fondazione CVL • Istituto Alcide Cervi • Legambiente • Libera • Libertà e Giustizia • M5S • PCI • PD • PRC • Rete della Conoscenza • 6000sardine • Sinistra Italiana • UIL • UDU

ADERISCONO:

Valentina Cuppi, Sindaca di Marzabotto – Sandro Ruotolo, giornalista e Senatore della Repubblica – Paolo Berizzi, giornalista – Liberacittadinanza – Rete degli studenti medi – Rete #nobavaglio PRESSing – Matteo Dendena, Vice Presidente Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 – Francesco Marsciani, Professore di Semiotica all’Università di Bologna – Giorgio Valentini, Professore di Informatica all’Università degli studi di Milano – èViva – Alessio De Luca, CGIL nazionale Area politiche per lo sviluppo – Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore – Domenico Siracusano, Segretario provinciale di Articolo 1 Messina – Macerata Bene Comune – Memoria in movimento di Salerno – Comitato salute, lavoro e futuro per il fronte politico costituzionale – Maristella Galli, Sindaca di Collecchio – Giuseppe Giorgi, Consigliere nazionale del PD – Anna Falcone, avvocato – Associazione culturale Maksim Gorkij di Napoli – Rete italiana antifascista e movimento antirazzista italiano “Fabio Cavallo” – Maria Grazia Mazzola, giornalista, inviata speciale Tg1 – Gregorio Gallello, Sindaco di Gasperina – Associazione Diritti Distorti – Valentina Valentini, giornalista – InOltre Alternativa Progressista – Centro Gramsci di Educazione – USB lavoro provato Venezia – Antonio Caputo, Presidente Federazione Italiana Circoli Giustizia e Libertà – Associazione Oberdan Ghinassi – Giuseppe Vitiello, Professore emerito di Fisica Università di Salerno

(le organizzazioni democratiche e le personalita’ del mondo della cultura e dell’informazione possono comunicare la propria adesione scrivendo a ufficiostampa@anpi.it)

Scarica l’appello

Terracina ha i suoi eroi!!!

Con immensa gioia, la sezione A.N.P.I. “25 aprile” di Terracina, rende noto che anche la nostra città ha dato un contributo attivo alla liberazione del nostro paese dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista.

Sono più di 20 i Partigiani e le Partigiane di Terracina e San Felice Circeo, decine quelli della nostra provincia!

Le ricerche che stavamo effettuando, pur necessitando di ulteriori verifiche, ci avevano portato ad individuare sette nomi di probabili combattenti Partigiani.

Ora, grazie all’archivio digitale “I partigiani d’Italia” messo a disposizione dal Ministero per i beni culturali e consultabile al sito internet www.partigianiditalia.beniculturali.it, abbiamo finalmente scoperto che i Partigiani terracinesi sono stati in realtà molti di più.  

L’archivio contiene migliaia di documenti digitalizzati dello schedario delle Commissioni per il riconoscimento degli uomini e delle donne della Resistenza; Commissioni che hanno certificato l’appartenenza alle varie realtà della Resistenza in Italia.

I dati non sono definitivi poiché i documenti di alcune Commissioni devono ancora essere digitalizzati.

Questi “nostri” Partigiani sono un vanto per tutti noi e danno lustro e onore alla città.

Chiederemo all’Amministrazione comunale di lavorare insieme per stabilire quali siano le modalità migliori per celebrare i nostri eroi, con cerimonie, intitolazioni e monumenti.

Dobbiamo a loro la nostra libertà ed è opportuno che la Città intera li festeggi nel migliore dei modi!

Continueremo le nostre ricerche per ricostruire il più possibile e far conoscere le vite e le vicende di questi eroi. 

Siamo aperti a chi volesse collaborare, a chi ritrova parenti e abbiatestimonianze da mostrarci e condividere, ai ragazzi e ragazze che hanno voglia di coltivare ed esprimere le proprie idee di libertà.

Costruiamo insieme una città moderna che si basi sui valori che ci hanno donato i nostri Partigiani e le nostre Partigiane.

Ciao Lidia

Il messaggio del Presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, per la scomparsa della partigiana Lidia Menapace

“È un lutto per l’ANPI, è un lutto per il Paese. Ciao Lidia, partigiana della democrazia, della pace, dell’uguaglianza, dei diritti delle donne, cioè dell’umanità. Resterai nella coscienza e nell’impegno di tutte e tutti noi”

Gianfranco Pagliarulo